GIORNATE NAZIONALI DI ARCHEOLOGIA RITROVATA – venerdì-sabato-domenica 8-9-10 ottobre 2021


Le Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata premiate con medaglie dal Presidente della Repubblica

TUSCANIA (VT) 

venerdì-sabato-domenica 8 – 9 – 10 ottobre 2021

su proposta del Gruppo Archeologico Città di Tuscania  

Medaglia Pres. Rep. fronte

Medaglia Pres. Rep.
con il coordinamento del
Comitato Regionale dei Gruppi Archeologici del Lazio

 leggi e scarica programma Tuscania – edizione 2021

 GIORNATE NAZIONALI DI ARCHEOLOGIA RITROVATA – EDIZIONE XVIII – ANNO 2021

Scarica la locandina con il programma dettagliato della manifestazione

Giornate Nazionali Archeologia Ritrovata – Tuscania 2021- evento principale

 Il Gruppo Archeologico Città di Tuscania e i Gruppi Archeologici d’Italia, con il patrocinio del Ministero della Cultura, della Provincia di Viterbo e del Comune di Tuscania, organizzano le Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata 2021 – XVIII Edizione, quale evento dedicato alla promozione ed alla valorizzazione dei siti archeologici minori, premiato con medaglie del Presidente della Repubblica.
La manifestazione è denominata nell’edizione 2021 “Pietre di Speranza”, in ricordo del 50 esimo Anniversario del Terremoto di Tuscania, avvenuto il 6 febbraio 1971. Il sisma causò la distruzione dell’intero centro abitato, la morte di 37 persone e migliaia di sfollati, portando al danneggiamento e alla perdita di parte del patrimonio storico, artistico ed archeologico di Tuscania, costituendo uno spartiacque storico per la comunità ed influenzando in modo permanente la società tuscanese e il suo sviluppo socioeconomico.
Tuttavia, in occasione di questa immane tragedia, fu promossa, in mancanza di un chiaro riferimento normativo e di un precedente diretto, la prima operazione di protezione civile da parte di volontari organizzati nel settore della protezione e salvaguardia del patrimonio culturale italiano. Decine di giovani volontari e volontarie appartenenti ai Gruppi Archeologici d’Italia e coordinati da Ludovico Magrini, si resero protagonisti di un’opera eccezionale di salvaguardia, recupero e messa in sicurezza del patrimonio archeologico, storico ed artistico di Tuscania, in cui spiccò l’intervento rivolto al salvataggio dei frammenti del rosone romanico della basilica di San Pietro, che fu ricostruito integralmente dai tecnici dell’Istituto Centrale del Restauro.
Accanto all’intervento sul patrimonio culturale colpito dal sisma, fu promossa un’attività di supporto alla popolazione. I volontari, guidati dall’Arma dei Carabinieri e dalle istituzioni coinvolte nel soccorso, aiutarono i feriti e gli sfollati recando il loro supporto nella prima fase dell’emergenza.
Con le Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata 2021 si intende, quindi, commemorare quello che fu a tutti gli effetti uno straordinario e lungimirante esempio di protezione comunitaria dei beni culturali, operato da volontari mossi solo dallo spirito di sacrificio e da un amore senza confini per l’archeologia e per la storia.
Dal 1971 la città di Tuscania non ha mai ricordato in modo completo l’intervento ed è intenzione del comitato organizzatore della manifestazione promuoverne la memoria, affinché non venga dimenticato, in occasione di un convegno dedicato a tale fine e che possa riconsiderare criticamente la lunga fase della ricostruzione di Tuscania e lo stato dell’arte nel processo di valorizzazione del patrimonio culturale tuscanese, a cinquant’anni dal sisma.
Le Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata 2021 costituiscono, poi, un momento di conoscenza del territorio di Tuscania e della Tuscia, con le sue aree archeologiche di grande interesse e i preziosi monumenti di età medievale e rinascimentale. Un territorio, inoltre, caratterizzato da una decennale presenza diffusa e rilevante dei gruppi archeologici e dei loro volontari, che hanno ricoperto e ricoprono un ruolo fondamentale nella tutela, nella conoscenza e nella valorizzazione del patrimonio culturale locale e dei siti minori.

IL TERREMOTO DI TUSCANIA E IL RUOLO DEI VOLONTARI
Alle ore 19.09 del 6 febbraio 1971 un devastante sisma sconvolse la Tuscia, con epicentro Tuscania, causando 37 vittime, oltre 150 feriti e circa 5000 sfollati oltre alla distruzione di buona parte dell’antico centro abitato. Le perdite umane furono accompagnate da pesanti danni, spesso irrecuperabili, al patrimonio storico, artistico, archeologico e monumentale, tra cui è necessario ricordare le lesioni alle rilevanti basiliche romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore.
La vicinanza dello stato e delle istituzioni fu, fin dai primi attimi successivi alla scossa tellurica, rappresentata dall’intervento delle squadre di soccorso, ancora non organizzate nella forma di una protezione civile nazionale, e dal supporto degli enti locali e nazionali, fra cui la Presidenza della Repubblica, con la visita nei giorni successivi del Presidente Giuseppe Saragat.
Nell’ambito dei primi interventi di soccorso e di messa in sicurezza del patrimonio culturale di Tuscania si distinsero i volontari dei Gruppi Archeologici d’Italia, coordinati dal Presidente Ludovico Magrini. giovani donne e giovani uomini intervennero, in sinergia e costante collaborazione con gli organi del Ministero della Pubblica Istruzione e dell’Arma dei Carabinieri, portando al salvataggio delle collezioni del Museo Civico, del rosone della basilica di San Pietro e di molte altre opere del patrimonio artistico e storico di Tuscania. L’intervento dei volontari, per la prima volta in Italia organizzato e coordinato, ha rappresentato un supporto decisivo alle istituzioni pubbliche per la salvaguardia e la protezione dei beni culturali e della memoria collettiva.
La lunga fase della ricostruzione, sotto la direzione dell’ing. Otello Testaguzza, costituisce un modello per l’intera nazione. La città fu ricostruita integralmente, pietra dopo pietra, nelle forme che doveva avere all’inizio del XIX secolo, secondo un progetto unitario di sviluppo urbano e comunitario unico nel suo genere in Italia. Il ricordo di quella fase e di quel sogno che è Tuscania rappresenta oggi un momento decisivo per la rinascita dell’intera nazione.
Le Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata 2021 a Tuscania nascono dalla volontà di ricordare questo intervento e il progetto di partecipazione pubblica alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale nazionale che da decenni i Gruppi Archeologici d’Italia conducono con le loro articolazioni locali e territoriali.

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE
Il programma delle Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata 2021, che si svolgeranno nei giorni 8-9-10 ottobre 2021 a Tuscania nel pieno rispetto delle normative anti contagio al momento della realizzazione in vigore, prevede la partecipazione alla manifestazione di una serie di enti e istituzioni pubbliche e di associazioni quali: il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, il Ministero della Cultura, l’Istituto Centrale del Restauro, l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, l’Aerofototeca Nazionale, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, la Direzione Regionale dei Musei del Lazio, l’Arma dei Carabinieri, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, la Regione Lazio, la Provincia di Viterbo, l’Università degli Studi della Tuscia, il Comune di Tuscania, la Pro Loco di Tuscania e le associazioni locali.

Il programma, in via di completa definizione, prevede:
Venerdì 8 ottobre 2021
Ore 10.00 – Inaugurazione ufficiale della manifestazione presso il Comune di Tuscania e conferenza stampa.
Ore 12.30 – Accoglienza dei gruppi archeologici partecipanti alla manifestazione presso l’Ufficio di Informazioni Turistiche.
Ore 15.00 – Visita guidata alle Basiliche romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore.
Ore 17.30 – Inaugurazione della mostra fotografica itinerante nel centro storico di Tuscania incentrata sulla memoria del 50esimo Anniversario del Terremoto di Tuscania (1971-2021).
Ore 21.00 – Spettacolo teatrale.

Sabato 9 ottobre 2021
Ore 10.00 – Convegno “Pietre di Speranza” presso la Sala Conferenze ex Chiesa di Santa Croce, a seguire verrà svelata la targa commemorativa dell’intervento dei volontari in occasione del terremoto di Tuscania del 1971. Consegna del premio “Ludovico Magrini” per la promozione e valorizzazione dei beni culturali minori da parte del Direttore Nazionale, dott. Gianfranco Gazzetti.
Ore 13.00 – Degustazione dei prodotti tipici di Tuscania e del territorio della Tuscia e visita alle Necropoli etrusche di Tuscania.
Ore 18.00 – Visita del Museo Archeologico Nazionale Tuscanese.
Ore 21.00 – Visita al Centro storico di Tuscania e alla mostra fotografica itinerante con facilitatori alla visita.

Domenica 10 ottobre 2021
Ore 10.00 – Convegno dei Gruppi Archeologici d’Italia della Provincia di Viterbo, presso la Sala Conferenze ex Chiesa di Santa Croce.
Ore 13.00 – Pranzo presso la base scout della Madonna del Cerro, con prodotti enogastronomici locali.

I partecipanti potranno usufruire, in autonomia, delle convenzioni sottoscritte dal Gruppo Archeologico Città di Tuscania in aziende agricole, esercizi commerciali e di ristorazione locali, con la possibilità di assistere a dimostrazioni di produzioni tipiche e a degustazioni di prodotti enogastronomici locali della Tuscia Viterbese.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO “PIETRE DI SPERANZA”
Il momento centrale delle Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata 2021 è costituito dal Convegno Nazionale “Pietre di Speranza” dedicato all’intervento dei volontari dei Gruppi Archeologici d’Italia in occasione del terremoto di Tuscania del 6 febbraio 1971.
Al convegno nazionale, che si svolgerà sabato 9 ottobre 2021 presso la sala conferenze ex Chiesa di S. Croce in Piazza F. Basile a Tuscania, parteciperanno la Direzione Nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia, il Gruppo Archeologico Città di Tuscania e i volontari che nel 1971 parteciparono all’intervento di soccorso e di salvataggio del patrimonio culturale di Tuscania.
Sono invitati a partecipare: la Presidenza della Repubblica Italiana, il Ministero della Cultura, il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, l’Arma dei Carabinieri, il Comando Nazionale dei Vigili del Fuoco, la Regione Lazio, la Provincia di Viterbo, il Comune di Tuscania. Sono, inoltre, invitati: l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e l’Aerofototeca Nazionale, l’Istituto Centrale del Restauro, l’Istituto Centrale dell’Archeologia, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, la Direzione Regionale Musei del Lazio e l’Università degli Studi della Tuscia. Saranno presenti le associazioni locali.
Il tema dell’incontro sarà il ricordo degli interventi di messa in sicurezza e restauro del patrimonio storico, artistico, archeologico e monumentale di Tuscania nel terremoto di Tuscania del 1971.
Per l’occasione la Rai contribuirà concedendo gli audiovisivi raccolti in occasione del sisma e conservati presso le Teche Rai.
Al termine del convegno nazionale sarà consegnato il primo premio “Ludovico Magrini” istituito nel 2020 dalla Direzione Nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia.

PUBBLICAZIONE DEGLI ATTI DEL CONVEGNO
È intenzione del Gruppo Archeologico Città di Tuscania, con il supporto della Direzione Nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia, promuovere la pubblicazione degli atti del convegno nazionale “Pietre di Speranza”. La pubblicazione, dall’alto valore documentario, scientifico e fondamentale strumento di memoria civica, raccoglierà gli interventi dei protagonisti dell’intervento di soccorso del 1971, i contributi dei partecipanti al convegno e le fotografie storiche inedite raccolte e conservate nell’archivio dei Gruppi Archeologici d’Italia e in archivi privati.
Il progetto di pubblicazione rivela la necessità di coltivare ancora, a distanza di cinquant’anni dal sisma di Tuscania, la memoria della comunità e di quanti contribuirono alla sua rinascita.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO DEI G.A.I DELLA PROVINCIA DI VITERBO
Domenica 10 ottobre 2021 si svolgerà presso la sala conferenze ex chiesa di S. Croce un convegno dei Gruppi Archeologici d’Italia della Provincia di Viterbo, dedicato alle attività e ai progetti di ricerca, studio, recupero, gestione e valorizzazione promossi sul territorio, con lo scopo di valorizzare l’impegno e le iniziative volontarie che costituiscono un insostituibile supporto alle istituzioni pubbliche nel territorio della Tuscia.
Sono invitati a partecipare tutti i Gruppi Archeologici della Provincia di Viterbo, estendendo il territorio compreso nell’intervento anche alla sezione settentrionale della Regione Lazio e all’area occidentale della Regione Umbria, compresa entro i limiti storici dell’Etruria.
Sono invitati ad intervenire anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale e gli enti e le istituzioni pubbliche che collaborano ai progetti locali.

TUSCANIA
La città che ospita le Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata 2021 è l’esempio compiuto di una terra in cui si intrecciano indissolubilmente i temi della tutela e della valorizzazione del patrimonio archeologico e storico-artistico e dell’ambiente. Arrivare a Tuscania attraversando il paesaggio naturale della Maremma è come tornare indietro nel tempo. Percorrere le strade che conducono alla piccola cittadina, incastonata al centro della valle del fiume Marta, significa compiere un lungo viaggio in una storia millenaria, fatta di eventi, di monumenti, di saccheggi e distruzioni, ma profondamente umana. Una storia legata a doppio filo alla natura più agricola, nel panorama di una campagna che è rimasta pressoché immutata dal tempo degli Etruschi. Una nuova stagione di interventi di recupero e valorizzazione della città e del suo straordinario patrimonio archeologico sta riconsegnando ai cittadini e ai turisti l’essenza più vera ed autentica di un luogo senza tempo al confine tra realtà e fantasia.
Tuscania e il suo territorio costituiscono il centro geografico ed il fulcro storico dell’Etruria meridionale, regione in parte coincidente con l’attuale Tuscia viterbese. La città ha conosciuto uno sviluppo storico di lunga durata che si esplica su un arco cronologico molto ampio, dalla Preistoria sino all’età moderna. La lunga storia della frequentazione umana di questo angolo della Tuscia vede momenti di grande splendore e fasi di generale decadenza, in un alternarsi continuo in cui, tuttavia, non ci sono mai state cesure nette.
Le testimonianze archeologiche consentono si datare la prima frequentazione umana del vasto territorio tuscanese al Paleolitico, a cui fanno seguito fasi di sviluppo demografico durante l’Età del Bronzo, in cui inizia il popolamento del Colle di San Pietro, nucleo della città storica etrusca, romana e medievale. È, poi, la civiltà etrusca che consacra Tuscania nel ruolo di preminente insediamento dell’entroterra meridionale, come luogo di interscambio lungo le direttrici di comunicazione tra la costa e le aree interne. All’età etrusca si fa risalire la formazione del centro di Tuskna, questo doveva essere il nome etrusco di Tuscania, in cui spiccano le vaste necropoli che si irradiano tutto attorno all’abitato, in particolar modo lungo le rupi che caratterizzano le valli del sistema fluviale del fiume Marta. Le necropoli, che sono caratterizzate da una profonda varietà nella tipologia funeraria, condividono con i siti dell’Etruria meridionale interna la forma rupestre, influenzata dalla presenza del tenero banco di roccia tufaceo.
Il passaggio alla dominazione romana avviene anche grazie alla definitiva realizzazione della via Clodia, fondamentale strada di comunicazione tra Roma e i centri dell’interno. Della fase romana, repubblicana ed imperiale, restano alcuni resti archeologici sull’acropoli di S. Pietro e tracce più o meno consistenti nelle campagne, in cui si distribuivano le ricche ville rustiche, perno della produzione agricola locale.
Il fertile territorio agricolo di Tuscania ha mantenuto il suo ruolo di granaio anche nel corso del Medioevo, quando la città, divenuta importante sede vescovile nel corso del V secolo d.C., assunse il ruolo di principale centro della regione, perno della dominazione longobarda della Tuscia meridionale.
Nel corso dell’alto Medioevo Tuscania conobbe una fioritura economica, politica ed artistica eccezionale, ben comprensibile alla luce delle due grandi basiliche romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore, pregevoli esempi dell’architettura medievale italiana. Libero Comune, perse progressivamente il suo ruolo politico nel corso del XIII-XIV secolo a tutto vantaggio della città di Viterbo. Tuttavia, fu un centro dinamico dal punto di vista produttivo ed artistico per tutta la fase medievale, in cui vennero edificate le principali chiese oggi ancora esistenti nel centro storico, fra cui spicca la chiesa di S. Maria della Rosa.
La storia successiva è caratterizzata sa un’alternanza di momenti di indipendenza, tra cui il dominio del condottiero di ventura Angelo da Lavello detto il Tartaglia, e momenti di decadenza, sotto il potere temporale dei Papi.
La dominazione pontificia arrivò sino al 1871, quando anche Tuscania fu annessa al Regno d’Italia.

PRINCIPALI SITI E MONUMENTI DI INTERESSE
LE BASILICHE ROMANICHE
SAN PIETRO
La basilica romanica di S. Pietro si erge maestosa e solenne sul colle dell’antica acropoli etrusco-romana, affiancata da due torri e dal palazzo vescovile. Fondata nel corso dell’VIII secolo durante la dominazione longobarda della città, fu completamente ricostruita nel corso dei secoli XI-XII in forma romanica.
Durante il Medioevo la basilica fu il fulcro della vita politica e sociale di Tuscania, sede della cattedra vescovile. Le grandi modifiche strutturali e artistiche del XII-XIII secolo modificarono la facciata, con lo straordinario rosone, opera di marmorari romani, e il pavimento cosmatesco. All’interno la basilica è divisa in tre navate con presbiterio rialzato e la cripta formata da una selva di colonne di estrema suggestione. Conserva pitture di grande importanza, in particolar modo nella zona del presbiterio e dell’abside.

SANTA MARIA MAGGIORE
La basilica romanica di S. Maria Maggiore si trova ai piedi del lato nord-est del colle di S. Pietro, un tempo a breve distanza dall’antica cinta muraria. Prima sede vescovile di Tuscania, fu fondata, su precedenti resti di epoca romana, nel corso dell’VIII secolo e mantenne un ruolo di grande importanza nel corso di tutta la storia medievale della città. Ricostruita con forme romanico-lombarde con la tipica pianta basilicale a tre navate, è preceduta da una tozza torre campanaria precedente. La facciata presenta un rosone circondato dai simboli dei quattro evangelisti e un portale con decorazione scultorea marmorea.
L’interno conserva un ambone sapientemente decorato con sculture di gusto longobardo, il ciborio e il raro fonte battesimale interno. Nel corso del XIV secolo fu sontuosamente affrescata con scene della vita di Maria e soprattutto con uno splendido Giudizio Universale di scuola giottesca opera dei pittori Gregorio e Donato d’Arezzo.

IL CENTRO STORICO
Il centro storico, di epoca medievale e rinascimentale, si presente circondato da mura imponenti perfettamente conservate e da torri in tufo, dai colori caldi, specie al tramonto. Delle tre porte che consentivano l’accesso al centro abitato si sono conservate quella di Montascide e quella di Poggio con l’orologio civico, ambedue verso la parte moderna della città. Il centro storico è suddiviso in tre Terzieri (Poggio Fiorentino, Valle e Castelli) e in decine di contrade, ma originariamente includeva anche il colle di S. Pietro (Civita) e quello del Rivellino, sede medievale del Podestà.
Il centro conserva gelosamente monumenti di grande interesse in un contesto urbano sapientemente ricostruito in seguito al terremoto del 1971.
Si trovano deliziose chiese medievali (S. Marco, S. Maria della Rosa, S. Silvestro, il monastero di S. Paolo), i resti del convento di S. Francesco e la cattedrale cinquecentesca di S. Giacomo (Duomo). Tutto il centro storico è ricco di scorci piacevoli tra cui la Piazza del Comune, con le inconfondibili figure dei sarcofagi etruschi affacciati in un eterno banchetto, Via degli Archi, Palazzo Tozzi-Spagnoli e il quartiere rinascimentale di Poggio con i suoi palazzetti nobiliari. Di grande bellezza il panorama che si può godere dal parco Torre di Lavello, su tutto il corso del fiume Marta. Il centro medievale conserva, poi, una serie di fontane monumentali, in cui spiccano l’antica Fontana del Butinale (o “Fontana delle Sette Cannelle”) risalente ai primi del XIV secolo e la Fontana Maggiore che impreziosisce la piazza antistante il Duomo, costruita nel XVII secolo.

IL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE TUSCANESE
Il Museo Archeologico Nazionale Tuscanese è ospitato presso l’ex convento di S. Maria del Riposo, poco fuori il centro storico di Tuscania. Conserva interessanti reperti archeologici che narrano la storia etrusca, romana e medievale della città, focalizzando l’attenzione sulla fiorente fase etrusca ed ellenistica.
Al piano terra sono conservati i reperti e i sarcofagi della famiglia Curunas dalla necropoli di Madonna dell’Olivo e i sarcofagi in nenfro dalla tomba dei Vipinana. Al piano superiore le sale, seguendo un percorso cronologico e topografico, conservano le ricche suppellettili rinvenute nelle necropoli di Tuscania, tra cui spicca la serie di sarcofagi in terracotta tipica della produzione artistica tuscanese. La vicina chiesa di S. Maria del Riposo risale agli anni 1492-1522 ed è ricca di pitture tra cui spicca la Vergine con il Bambino dell’altare maggiore e una serie di polittici degli inizi del XVI secolo.

LE AREE ARCHEOLOGICHE URBANE E LE NECROPOLI ETRUSCHE
Molte sono le aree archeologiche di Tuscania, in larga parte purtroppo non visitabili, ma oggetto di un vasto progetto di recupero e valorizzazione.
Sull’acropoli del Colle di San Pietro, adiacenti alla monumentale basilica romanica, sono gli scavi dell’area urbana etrusca, romana e medievale, rinvenuti nel corso degli anni Settanta, in cui spiccano i resti dell’antico abitato storico di Tuscania, con sezioni di domus romane con pavimenti in mosaico e case-torri di epoca altomedievale.
Ai piedi dell’acropoli sono visibili i resti di una terma pubblica di età romana, denominata “Bagni della Regina”, e un tratto di una strada basolata romana, probabile sezione interna alla città della via Clodia.
A raggiera, tutto attorno alla città antica erano le necropoli etrusco-romane, che si diffondono nel territorio, specie lungo le valli fluviali. Oggi sono visitabili tre necropoli etrusche dall’età orientalizzante a quella ellenistica, grazie al Gruppo Archeologico Città di Tuscania.

NECROPOLI DI MADONNA DELL’OLIVO E GROTTA DELLA REGINA
A circa un chilometro a sud del centro abitato si trova la necropoli di Madonna dell’Olivo (VI-II secolo a.C.), su un costone che si affaccia sulla vallata del fiume Marta. La necropoli conserva una serie di tombe a camera di varia tipologia e le famose tombe della famiglia etrusca dei Curunas, i cui sarcofagi sono conservati al Museo Archeologico Nazionale Tuscanese.
L’area archeologica è resa famosa, fin dall’Ottocento, dalla misteriosa e particolare Grotta della Regina, con il suo labirinto di cunicoli che, partendo da una camera ipogea con due tozze colonne litiche, scendono a spirale nel costone tufaceo.

NECROPOLI DELLA PESCHIERA E TOMBA A DADO
A nord del centro abitato si trova l’area archeologica della Necropoli etrusca della Peschiera (VIII secolo a.C. – I secolo d.C.) immersa in un contesto naturalistico di grande pregio, visitabile grazie ad un percorso inserito nella Riserva Naturale Regionale di Tuscania, lungo il corso del torrente Maschiolo. La necropoli conserva una serie di tombe rupestri a camera scavate nella tenera roccia tufacea caratterizzate da fasi di riutilizzo medievali e successive. Di grande interesse è la monumentale Tomba a Dado, scoperta nel 1967, completamente intagliata nel tufo e caratterizzata dalla tipica forma della casa etrusca.

L’AREA
L’area è costituita attualmente da due distinti percorsi di visita: uno meridionale denominato “Percorso Billìa-Dore” e uno settentrionale denominato “Percorso Marco Quarantotti”.

NECROPOLI DI PIAN DI MOLA
Sempre a nord di Tuscania si trova l’area archeologica della Necropoli etrusca di Pian di Mola (VII-V secolo a.C.), all’interno della Riserva Naturale Regionale di Tuscania. La necropoli raccoglie, disposte su più gradoni, una serie di tombe a camera e di altra tipologia databili alle fasi orientalizzante ed arcaica, cui si aggiunge la splendida Tomba a dado con portico tetrastilo, rinvenuta agli inizi degli anni Ottanta. Vero e proprio unicum in tutta l’Etruria, questo eccezionale monumento funerario, databile al pieno VI secolo a.C., incarna perfettamente le caratteristiche del mondo rupestre.

OFFERTA ECONOMICA PER LA PARTECIPAZIONE
La proposta economica, realizzata con la collaborazione delle aziende e degli esercenti di Tuscania, sfrutta la natura diffusa dell’accoglienza locale. Tuscania vanta, infatti, un numero considerevole di posti letto tipici di un albergo diffuso, con strutture alberghiere, b&b, case vacanza e affittacamere di qualità. Inoltre, i partecipanti potranno utilizzare le convenzioni stipulate ad hoc con i ristoratori di Tuscania, godendo della cucina tipica tradizionale e di soluzioni contemporanee.
Considerato anche l’alto numero delle persone partecipanti alla prima edizione post emergenza, si è stabilito di attivare un Centro Unico per la prenotazione all’indirizzo mail: gruppo.archeologico.tuscania@gmail.com.

L’offerta di partecipazione prevede:
• Alloggio nelle strutture aderenti all’iniziativa;
• Pasti compresi durante l’intera manifestazione;
• Visite guidate e accesso ai siti;
• Posti assegnati negli eventi del programma ufficiale;
• Gadgets e merchandising dedicato;
• Spostamenti e trasporti interni.

Il costo a persona è di 200 € complessivi.

Eventuali ulteriori richieste specifiche saranno valutate dall’organizzazione e potranno essere escluse dall’offerta.

Programma  Archeologia Ritrovata Tuscania 2021 – evento principale

locandina Archeologia Ritrovata 2021-evento principale

locandina Archeologia Ritrovata 2021-per tutti i Gruppi

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