LIBRO ‘CICERONE AL SUD’ di Felice De Martino e Felice Pastore – Presentazione 27 SETTEMBRE 2025 – BARI
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Si avvicina una nuova presentazione del libro ‘Cicerone al sud’ di Felice De Martino e Felice Pastore per andare al sud nella Città di Bari , presso la terrazza della Generali Venezia sabato 27 settembre alle ore 17.00.
Marco Tullio Cicerone dopo il suo periodo di esilio durato un anno circa durante il quale subisce la prepotenza dei suoi avversari politici, primo fra tutti Publio Clodio Pulcro, ritorna a Roma dove rientra in possesso dei suoi beni ed assiste alla morte del suo oppositore Clodio e all’assassinio di Caio Giulio Cesare.
Lo stesso Cicerone poco prima di essere ucciso dai sicari di Marco Antonio nel 44 a.C. prende parte alla battaglia di Modena che si svolse il 21 aprile del 43 a.C. tra le truppe fedeli al Senato dei consoli Gaio Vibio Pansa e Aulo Irzio, appoggiate dalle legioni di Cesare Ottaviano, e le legioni cesariane di Marco Antonio che stavano assediando dall’inverno le truppe del cesaricida Decimo Bruto, bloccate dentro la città.
La battaglia concluse la breve guerra di Modena a favore dei repubblicani alleati con Ottaviano a cui si era associato Cicerone, ma ben presto la situazione sarebbe completamente cambiata con il secondo triumvirato tra Antonio, Ottaviano e Lepido che chiuse definitivamente l’attività politica di Cicerone.
PREFAZIONE DI GIANFRANCO GAZZETTI
Prefazione_Libro_Cicerone_al_sud
Cicerone al Sud già nel titolo chiarisce il motivo conduttore di questo singolare romanzo storico. L’intenzione degli autori è infatti quella di far conoscere ,attraverso la notorietà del personaggio storico di Cicerone, aspetti della storia e dell’archeologia di una parte importante della Campania , non al centro di attenzioni mediatiche antiche o recenti e fuori anche dalle rotte turistiche principali della regione. Il fulcro topografico della narrazione è la Mansio romana delle Nares Lucanae indicata sulla Tabula Peutingeriana sulla via Annia/ Popilia (Regio-Capuam) tra il ponte sul fiume Silarus e Acerronia. Gli autori ricostruiscono il viaggio di Cicerone verso l’esilio dopo la condanna comminatagli dal senato su proposta di Clodio nel 58 a.C. per non aver concesso a Catilina e ai suoi congiurati l’appello al popolo dopo la condanna capitale. La particolarità della narrazione sta nell’aver dato vita a personaggi storicamente accertati inserendoli in modo originale nella vicenda legata a Cicerone, quasi dando l’impressione di integrare lacune nei testi antichi. La grande conoscenza degli autori sia delle fonti storiche che della topografia archeologica dei luoghi in cui la vicenda si svolge danno ulteriore preziosità al libro unendo narrazione a saggistica. Nella descrizione dei personaggi e dei luoghi non mancano annotazioni didattiche rivolte a un pubblico meno colto unite ad interpretazioni originali e inedite di testimonianze storiche ed archeologiche. Anche le note a piè di pagina, caratteristiche dei testi scientifici e normalmente assenti nella narrativa, vengono utilizzate per questo doppio scopo. I personaggi sia quelli maggiori (Cicerone, Sallustio, Attico) che i Minori (l’arcario della Mansio, Marco Vulusio Iuliano, il proprietario della caupona Vetuzio Placido, l’imprenditore agricolo Lucio Sicinio ) sono trattati in modo da interpretare il loro pensiero e far immergere il lettore nell’atmosfera del tempo in quei luoghi. La ricerca storica non è esente neanche per i personaggi introdotti nella vicenda, come testimoniano le note relative. Un libro insomma dalle molte caratteristiche diverse che si legge piacevolmente e che fa conoscere sotto tutti i punti di vista la storia di un’importante territorio dell’Italia antica, attraverso la leggerezza di una narrativa da romanzo storico.

